Il Duomo riparte con una nuova cucina: colore, eleganza e sperimentazione sull’identità gastronomica siciliana

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Quattro chef con la coppola al Duomo Tradizione e innovazione per uno straordinario viaggio nel gusto
10 luglio 2017

Il Duomo riparte con una nuova cucina: colore, eleganza e sperimentazione sull'identità gastronomica siciliana.

Una nuova avventura gastronomica, quella intrapresa da Vanessa Cannizzaro, figlia dello storico chef de La Giara di Taormina, che ha voluto trasformare la storica trattoria tipica "Al Duomo" in un ristorante capace di raccontare l'identità enogastronomica della Sicilia alla luce di un respiro internazionale.

Un incontro non scontato tra il vecchio e il nuovo, ma soprattutto tra due modi di guardare all’identità isolana che si sono incrociati, seppure in tempi diversi: l'esperienza di Giuseppe Cannizzaro, che dalla fin degli anni Ottanta portò in città una visione internazionale sulla scia dei grandi maestri della cucina classica, e l'energia del giovane chef Gianluca Lizzio, uno degli esponenti della nouvelle vague siciliana, per una combinazione di tradizione e sperimentazione fuori dagli stereotipi, riconosciuto anche in ambito internazionale.

Punto di partenza comune è l’attenzione e la conoscenza delle materie prime, selezionate grazie a un percorso di ricerca lunga e appassionata: il gioco degli impasti rende onore alla sfilata dei grani antichi di Timilia, Perciasacchi, Russello e Maiorca; il macco di fave ritrova nella fava di Leonforte il sapore dolce ed erbaceo della tradizione. L’agnello da latte dei Nebrodi e il gambero rosso di Mazzara accompagnano la lista dei presidi Slow Food più celebri: il pistacchio di Bronte, il cappero di Salina, il piacentino ennese e la cipolla di Gerratana trovano sfumature e interpretazioni in un gioco di incastri. La freschezza di Gianluca aggiunge ai piatti il gioco alla sperimentazione: la storia di ogni pietanza è l’avvio di un ripensamento della forma, con una nota stilistica che cita la tradizione senza limitarsi a riproporla.